L’isola che non c’è
Nel panorama delle grandi opere marittime, esistono progetti capaci di segnare un “prima” e un “dopo”. È il caso de “L’Isola che non c’è”, l’ambizioso progetto di un porto isola polifunzionale nel Golfo di Salerno, nato dall’intuizione dell’economista Eugenio Amich e tradotto in realtà ingegneristica grazie all’eccellenza tecnica dello Studio Amich.
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Presentato in sedi istituzionali di prestigio come il Senato della Repubblica, questo progetto rappresenta ancora oggi un benchmark per l’ingegneria offshore e lo sviluppo economico sostenibile del Mezzogiorno.
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La Visione
L’idea, nata alla fine degli anni ’90, non era una semplice infrastruttura portuale, ma una vera e propria smart city galleggiante di oltre 800.000 metri quadrati. Se l’anima economica e strategica porta la firma di Eugenio Amich, la solidità tecnica e la fattibilità strutturale sono il frutto del lavoro, tra gli altri (tra cui si cita l’Ing. Paolo Rocca Comite Mascambruno) dello Studio Amich.
Lo Studio ha coordinato una progettazione complessa, capace di armonizzare volumi imponenti (1.350.000 metri cubi) con la fragilità dell’ecosistema marino, anticipando di decenni soluzioni oggi adottate in hub internazionali come Dubai o Osaka.
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Un’Opera Ecocompatibile e Polifunzionale
Perché il progetto è considerato ancora oggi un modello di ecosostenibilità?
- Difesa Costiera: L’isola è stata concepita per fungere da barriera naturale contro l’erosione, favorendo il ripascimento delle spiagge salernitane.
- Materiali Innovativi: La struttura prevedeva l’uso di scogli di prima categoria e cassoni riempiti con materiali inerti ecologici derivanti dal recupero edilizio.
- Energia Pulita: Il progetto integrava un centro di produzione di energia alternativa, rendendo l’isola energeticamente autonoma.
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Infrastrutture d’Avanguardia nel Cuore del Tirreno
Il masterplan tecnico prevedeva una serie di infrastrutture uniche nel Mediterraneo:
- Porto e Logistica: 2.500 posti barca e banchine attrezzate per grandi navi da crociera.
- Hub Intermodale: Spazi dedicati all’atterraggio di elicotteri e idrovolanti, rendendo Salerno un nodo centrale per il turismo d’élite.
- Architettura Iconica: Un grattacielo con ristorante panoramico girevole e una torre/faro centrale con vista mozzafiato da Capri a Punta Licosa.
- Distretto Diplomatico e Commerciale: Sedi per i Paesi del Mediterraneo, uffici, centri congressi e hotel di lusso.
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L’Eredità dello Studio: Tra Sviluppo e Opportunità Perdute
Nonostante il potenziale di oltre 3.000 nuovi posti di lavoro e l’interesse di investitori internazionali, “L’Isola che non c’è” è rimasta, ad oggi, un’opera incompiuta a causa della mancanza di una visione strategica istituzionale.
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Tuttavia, l’apporto di Studio Amich resta testimonianze di un’idea capace di sfidare i limiti, proponendo soluzioni che oggi definiremmo “Blue Economy”. Il progetto rimane un punto di riferimento per chiunque voglia pensare al Golfo di Salerno non solo come una costa da proteggere, ma come un laboratorio di innovazione mondiale.
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