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Blog - Studio Amich - Consulting Engineers

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Entro il 15 settembre 2018 Adeguamento alle nuove edizioni delle norme ISO 9001: 2015 e ISO 14001: 2015

Studio Amich - Consulting Engineers
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Tags: ISO90012015adeguamentonuovaedizionenorma
  • Adeguamento alle nuove edizioni delle norme per la Qualità: ISO  9001: 2015 e l'ambiente ISO 14001

Entro il 15 Settembre 2018, i certificati emessi secondo la vecchia edizione della norma ISO 9001: 2008 e ISO 14001: 2004 cesseranno di valere e saranno contestualmente revocati.

Le aziende già certificate dovranno quindi, entro tale data, implementare e certificare il sistema qualità secondo i requisiti della nuova edizione della norma.





Corso “Coordinatore Food Defence” – Napoli 24-25 Novembre 2016

Studio Amich - Consulting Engineers
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Tags: corsoformazionecoordinatorefooddefencesicurezzaalimentare2425novembre2016

Studio Amich, in collaborazione con QMS Italia S.r.l. Ente di Certificazione con accreditamento internazionale, organizza in Napoli il 24 e 25 Novembre 2016 un evento formativo di alto valore professionale.


Il Corso per “Coordinatore FOOD DEFENCE” avrà una durata complessiva di 16 ore suddivise in 2 giornate; sono previste esercitazioni ed un esame finale, a valle del quale verrà rilasciato ai partecipanti un attestato di frequenza al corso.


COS’E’ LA FOOD DEFENCE:
L’attività e l’organizzazione per la FOOD DEFENCE nelle imprese è diversa dall’HACCP che ha lo scopo di identificare i pericoli NON INTENZIONALI che sono significativi per la Sicurezza Alimentare; la FOOD DEFENCE è invece l’organizzazione di un’impresa pubblica o privata per la Tutela Alimentare dei propri prodotti che ha lo scopo di identificare, mitigare, monitorare e scongiurare o ridurre possibili sorgenti di contaminazioni dei cibi INTENZIONALI.


OBIETTIVI DEL CORSO:
1) Sviluppare le competenze e le conoscenze base alla FOOD DEFENCE, a protezione del patrimonio aziendale e per ottemperare alle norme e standard internazionali e alle richieste del mercato;

2) Sviluppare competenze per realizzare un piano di Food Defence per la protezione dei siti produttivi o di stoccaggio migliorando il monitoraggio delle sorgenti di contaminazione intenzionale integrando il sistema HACCP che identifica solo i pericoli non intenzionali.


DESTINATARI DEL CORSO:
– Imprenditori e manager di aziende produttrici;
– Responsabili delle risorse umane;
– Responsabili acquisti di beni e servizi;
– Responsabili Controllo Qualità;
– Responsabili delle attività produttive;
– Responsabili importazione e/o distribuzione;
– Responsabile e team HACCP;
– Consulenti e tutti coloro che devono predisporre un piano di Food Defence.


DOCENTI
Il personale docente è costituito da ex dirigenti d’azienda con pluriennale esperienza nel campo del FOOD DEFENCE.


RICHIESTA LOCANDINA CORSO E ISCRIZIONI:
Richiedi la locandina del corso con il programma dettagliato ed il modulo di iscrizione inviando una mail a info at studioamich.it, con oggetto: "Richiesta locandina corso Food Defence" oppure iscriviti al corso direttamente qui (L’iscrizione va fatta entro e non oltre il giorno 8 Novembre 2016).



Come valutare le offerte per una prestazione professionale

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Tags: consulentiaziendaliingegnerilavoroprofessionistirischioconsulenzaerratavalutazioneofferteprofessionistivalutazioneoffertesocietàdiconsulenza

"SE PENSI SIA COSTOSO ASSUMERE UN PROFESSIONISTA ASPETTA DI VEDERE QUANTO TI COSTA ASSUMERE UN DILETTANTE"

Non si può non essere d'accordo con questa affermazione.

Chi ingaggia un professionista o una società di servizi, nell'esaminare le offerte, dovrebbe sempre valutare almeno questi 3 punti:

1) il prezzo (che deve essere commisurato alla prestazione proposta, all'esperienza e alle referenze del professionista o dell'organizzazione);

2) il curriculum e le qualifiche di chi la propone;

3) le referenze (lavori simili eseguiti presso altri clienti).

Per esperienza personale, quasi sempre ci si ferma a considerare il solo prezzo di una prestazione professionale e non si pone attenzione al rischio che un'errata o incompleta consulenza può arrecare.

Ad esempio tra i rischi vi è quello di dover rifare o completare un lavoro, ingaggiando un altro professionista (stesso lavoro pagato 2 volte), ricevere sanzioni da Enti (ad esempio nel caso della sicurezza sul lavoro), sprecare risorse (tempo e denaro) per impostazione poco efficace ed efficiente di un sistema di gestione (es. qualità).

Meglio prevenire che curare.

Buon lavoro a tutti.
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Fondimpresa per le piccole aziende

Studio Amich - Consulting Engineers
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Tags: formazionefondimpresaformazionegratis81/08formazionegratissicurezzaformazionemicroimpresepiccoleimpreseefondimpresa

Anche le piccole imprese e le microimprese (con meno di 10 dipendenti) possono aderire a Fondimpresa.

Spesso sono proprio queste ultime a pagare maggiormente lo scotto della crisi economica in atto.

La Formazione erogata gratuitamente attraverso i fondi interprofessionali (Es. Fondimpresa) rappresenta un'ottima opportunità per soddisfare il fabbisogno formativo anche in ambito requisiti cogenti (es. Sicurezza sul lavoro).

Di seguito un video:
https://www.youtube.com/watch?v=__9zu8YJXdU

Buon lavoro a tutti.
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La funzione del Preposto in azienda in ambito sicurezza sul lavoro

Studio Amich - Consulting Engineers
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Tags: corsodiformazioneprepostosicurezzasullavoro81/08



Molto spesso nelle aziende è necessario assegnare la funzione di preposto, figura per la quale l’art. 19 del D. Lgs. 81/08 stabilisce compiti e responsabilità.

Ma chi è o chi può essere nominato preposto?

L’art. 2 comma e) del D. Lgs. 81/08 definisce il preposto come persona che, in ragione delle competenze professionali e nei limiti di poteri gerarchici e funzionali adeguati alla natura dell’incarico conferitogli, sovrintende alla attività  lavorativa e garantisce l’attuazione delle direttive ricevute, controllandone la corretta esecuzione da parte dei lavoratori ed esercitando un funzionale potere di iniziativa.


Ma è necessaria una delega scritta da parte del datore di lavoro?


A questa domanda ci viene in aiuto una sentenza della Cassazione penale, Sez. IV – (Sentenza n. 1502 del 14 gennaio 2010 (u.p. 18 dicembre 2009) la quale fornisce qualche chiarimento; la stessa infatti, ci dice che il preposto “…e` individuato direttamente dalla legge e dalla giurisprudenza come soggetto cui competono poteri originari e specifici, differenziati tra loro e collegati alle funzioni a essi demandati, la cui inosservanza comporta la diretta responsabilità del soggetto «iure proprio». Si deve cioè precisare che il preposto non è chiamato a rispondere in quanto delegato dal datore di lavoro, ma bensì a titolo diretto e personale per l’inosservanza di obblighi che allo stesso direttamente fanno capo.

E`pertanto del tutto improprio il richiamo alla delega, o meglio alla assenza di delega, da parte del datore di lavoro con il quale il preposto imputato cerca di allontanare da sè la responsabilità, solo dovendosi precisare che i giudici di merito hanno correttamente individuato la responsabilità dell’imputato come conseguenza degli obblighi a lui direttamente e autonomamente spettanti”.


Il preposto che non ha ricevuto delega scritta dal datore di lavoro può sottrarsi alle sue responsabilità in ambito sicurezza sul lavoro?

La Cassazione penale, Sez. IV – Sentenza n. 28779 del 19 luglio 2011 (u.p. 24 aprile 2011) premette che, ‘‘come il datore di lavoro ed il dirigente, anche il preposto (ed è tale, ad esempio il capo cantiere) e` indubbiamente destinatario diretto (iure proprio) delle norme antinfortunistiche, prescindendo da una eventuale «delega di funzioni» conferita dal datore di lavoro’’.

Beninteso, chiarisce che l’obbligo di attuare le misure di sicurezza ‘‘incombe innanzitutto al datore di lavoro, cui competono anche poteri organizzativi, predispositivi e di spesa al riguardo’’.

Ma subito aggiunge che ‘‘il preposto non è soggetto estraneo al conseguimento dei risultati scaturenti dall’adempimento di quell’obbligo, non è soggetto che possa notarilmente e passivamente meramente registrare una situazione di non conformità a legge e ad essa prestare silente, passiva e ratificatoria acquiescenza’’, e, ‘‘al contrario, proprio perche´ pur esso diretto destinatario del precetto di legge, è tenuto ad attivarsi nel controllo della rispondenza della situazione di fatto ai dettami di legge e, nella verificata situazione di non corrispondenza dei luoghi di lavoro alle prescrizioni antinfortunistiche di legge, ad attivarsi per tutto quanto sia nelle sue possibilita` per rimuovere tale situazione pregiudizievole per la sicurezza dei lavoratori nello svolgimento di quelle attività che egli pur sempre dirige e sovrintende, assumendo anch’egli nei confronti dei lavoratori medesimi una posizione di garanzia’’

Il preposto è soggetto a formazione obbligatoria?


Si, il D. Lgs. 81/08 all’art. 37 obbliga tale figura ad effettuare un corso di formazione.




Come creare un semplice ed efficace questionario di soddisfazione del cliente

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Tags: iso9001questionariosoddisfazioneclientequalita



Oggi voglio trattare un argomento fondamentale per le aziende: la soddisfazione del cliente.

Tutta la norma ISO 9001 è imperniata su questo argomento; il cliente è linfa vitale per tutte le aziende; le stesse infatti vivono e prosperano sui clienti che acquistano i loro prodotti/servizi e pagano per riceverli.

Il motivo per cui oggi voglio trattare questo argomento non è tanto quello di soddisfare pedissequamente il punto (i punti) relativi della norma, quanto invece quello di ottenere un feedback assolutamente veritiero da parte dei clienti.

Cominciamo con l’esaminare uno degli strumenti: il questionario.

Ti fornisco ora alcuni brevissimi spunti utili:

Consiglio
Innanzi tutto parliamo dell’introduzione:
- deve essere breve e concisa e in termini semplici e che possono essere compresi da tutti;
- deve esporre gli obiettivi del questionario e le istruzioni per la compilazione;
- deve  spiegare come saranno utilizzati i dati raccolti.

Vediamo le domande da porre:
- Poche ( al massimo una decina);
- dirette e solo sugli argomenti/prodotti/servizi per i quali ci interessa realmente l’opinione del cliente.
- le domande da porre vanno attentamente studiate.

E passiamo alla valutazione del grado di soddisfazione del cliente:
- è necessario fornire una scala con un numero dispari di valori (ad es. da 1 a 5) ciò per impedire che, il nostro cliente, magari indeciso, possa rispondere con una via di mezzo (es. in una scala da 1 a 6 risponde 3), in sostanza non vuole valutare il nostro servizio/prodotto!
- costringi il cliente a dare una valutazione.

Come effettuare il campionamento dei clienti? Come confrontarmi con i competitors migliori? Ti ho fornito solo alcuni spunti, magari possiamo approfondire l’argomento con un incontro.

Può esserti utile comprendere come la tua azienda si muova in questo campo.
Penso siano chiare le equazioni:
Cliente realmente soddisfatto = guadagno soldi perché lo stesso ritorna o porta altri clienti;
cliente insoddisfatto = perdo soldi.

Puoi contattarci per un incontro o un preventivo.




Come redigere il Piano Qualità per le imprese

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Le organizzazioni che operano per commessa sono tenute a pianificare le attività redigendo un Piano della qualità (PQ). Il tipico esempio di organizzazione che opera per commessa è l’impresa edile o di installazione impianti.

Il Piano Qualità deve contenere il Piano di Fabbricazione e controllo (PFC).

Il Piano di Fabbricazione e controllo (PFC), deve prevedere:
- la pianificazione temporale (il famoso diagramma di Gantt);
- una suddivisione del lavoro in fasi;
- una descrizione dei lavori da eseguire per ogni fase;
- l’attrezzatura da utilizzare;
- i responsabili dei controlli;
- i riferimenti ai piani controllo qualità (PCQ) delle fasi.

I Piani controllo Qualità (PCQ) a loro volta prevederanno:
- il richiamo alle fasi di lavoro;
- la descrizione dei controlli da eseguire e la data;
- i criteri di accettazione;
- l’esito dei controlli.

E’ di fondamentale importanza per l’organizzazione, tenere sotto controllo tutte le fasi di lavoro; in tal modo, la stessa potrà verificare il raggiungimento o meno degli obiettivi di commessa (per la qualità e per i requisiti che deve avere il prodotto o il servizio).

Da qui nasce l’esigenza di avere uno strumento di registrazione e controllo efficace e completo.  Un piano qualità efficace ed utile nasce sempre dall’esperienza sul campo di chi lo ha predisposto, attuato e migliorato in anni di lavoro.

La differenza tra le organizzazioni che predispongono e utilizzano documentazione appropriata e quelle che non lo fanno è chiara ed evidente! Gestire correttamente un cantiere è molto difficile ed occorre non solo un’ottima organizzazione ma anche strumenti di registrazione idonei, di immediata comprensione.

Contattaci per richiedere un preventivo qualità.





Chi deve redigere il POS e come va trasmesso

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Tags: redazionetrasmissionePOSpianooperativodisicurezzacantieriedili

Abbiamo visto in un mio post precedente in quali casi è obbligatorio redigere il piano operativo di sicurezza in cantiere.
Vediamo ora a chi e come deve essere trasmesso.

Prima di occuparci di questo devi sapere che il POS va redatto da tutte le imprese che entrano in cantiere, siano esse affidatarie o esecutrici; in pratica anche l’impresa che opera in subappalto è tenuta a redigere un proprio POS.

Se operi come impresa in subappalto o comunque subaffidataria, devi trasmettere il tuo POS all’appaltatore dei lavori (affidatario); è consigliabile che tu lo trasmetta almeno 30 giorni prima dell’ingresso in cantiere.

Ciò perché l’impresa affidataria (l’appaltatore) deve avere il tempo di verificare la congruenza del tuo POS con il suo.

L’impresa affidataria dovrà poi, a sua volta, trasmettere il POS al coordinatore per l’esecuzione almeno 15 giorni prima dell’ingresso in cantiere (Art. 101 comma 3 del T.U.S.L.).

Una volta ricevuto il POS dall’impresa affidataria, Il coordinatore per l’esecuzione dovrà verificare l’idoneità del piano operativo di sicurezza e per fare questo avrà al massimo 15 giorni di tempo dalla ricezione.

Avrai capito a questo punto, che se ritardi la consegna del tuo POS all’appaltatore, ne consegue un ritardo a catena sui tempi.

E’ importante ancora che tu sappia che il coordinatore per l’esecuzione può anche bocciare il tuo POS.

Quindi se vuoi entrare in cantiere nel rispetto dei tempi previsti, devi compilare il piano con la massima cura per evitare che il coordinatore possa richiederti delle modifiche o integrazioni al POS che hai già presentato con conseguenti ed inevitabili perdite di tempo.

Contattaci per un preventivo di redazione del POS.






In quali casi è obbligatorio redigere il POS

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Tags: obbligoPOSpianooperativodisicurezzacantiereedile



Molto spesso gli imprenditori mi chiedono se devono redigere il POS (Piano Operativo di Sicurezza) anche:

- per i cantieri privati;
- se non è stato designato il coordinatore per la sicurezza;
- in assenza del piano di sicurezza e coordinamento (PSC).

Ebbene devi sapere che se la tua azienda/impresa apre dei cantieri, deve rispettare 2 norme di legge:

- Il codice dei contratti (D. Lgs. 163/2006);
- Il Testo Unico titolo IV (D. Lgs. 81/08 e 106/09).

Il codice dei contratti (che disciplina tutto il settore dei lavori pubblici) ti obbliga a redigere il POS entro 30 giorni dall’aggiudicazione e comunque prima della consegna dei lavori.

Il Testo Unico (T.U.S.L.) obbliga a redigere il POS tutte le imprese (anche quelle familiari e con meno di 10 addetti) operanti in cantieri sia di opere pubbliche e che private (D. lgs. 81/08 e 106/09 Art. 96 comma 1 lettera g).

In definitiva devi redigere obbligatoriamente il POS per tutti i cantieri edili o di genio civile (pubblici e privati), anche se la tua impresa è a carattere familiare, anche se hai meno di 10 dipendenti, indipendentemente dal fatto che sia stato o meno designato il coordinatore, e che di conseguenza sia presente o meno il PSC (Piano di Sicurezza e Coordinamento).

Contattaci per un preventivo di redazione del POS.




I Fondi paritetici interprofessionali per la formazione continua

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Tags: fondimpresafondipariteticiinterprofessionalicorsiformazionegratuitacontinuasicurezzalavoro81/08



Oggi vorrei parlare di opportunità di risparmio per le aziende.

Questa esigenza è sentita, soprattutto per le piccole imprese,  nell’ambito dei corsi obbligatori, ad esempio quelli riguardanti la formazione  in ambito sicurezza sul lavoro (D. Lgs. 81/08), oppure in ambito privacy per la formazione degli incaricati al trattamento dei dati (D. Lgs. 196/03).

Da qualche anno vi è la possibilità di ottenere formazione in maniera del tutto gratuita per le imprese.

Ciò avviene mediante l’utilizzo di fondi interprofessionali che finanziano piani formativi aziendali, settoriali e territoriali, per soddisfare i bisogni delle aziende che hanno l’esigenza di formare e valorizzare i propri dipendenti.

Sono sistemi promossi dalle organizzazioni di rappresentanza delle Parti Sociali attraverso specifici accordi stipulati tra organizzazioni sindacali dei datori di lavoro e dei lavoratori e possono essere istituiti per ogni settore economico dell’industria, dell’agricoltura, del terziario, del’artigianato e prevedono anche percorsi formativi individuali.

Sempre più aziende ottengono formazione gratuita con questo sistema.

Contattaci per informazioni e per iscrivere subito la tua azienda.




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